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Il taglio

I diamanti

Tra i criteri di classificazione di un diamante – le 4 “C” del GIA – ciò che riveste maggiore importanza è il Taglio (CUT).

Se poniamo 100 come prezzo di un diamante, il Taglio incide per il 40% sul totale, mentre gli altri 3 fattori (Purezza, Colore e Peso) incidono ciascuno per il 20%. Per “taglio” s’intende il procedimento tecnico utilizzato per esaltare al massimo le caratteristiche di lucentezza, di scintillio, di “vita” della gemma (per es. taglio a brillante). Mentre per “forma” indichiamo il disegno seguito per tagliare la pietra: rotonda, goccia, cuore, quadrata…il taglio a brillante di forma rotonda è quello più diffuso e conosciuto, tanto che la parola “brillante” viene usata erroneamente come sinonimo di diamante.

Per valutare il taglio di un diamante si fa riferimento alle Proporzioni (Cut Grade), alla Politura (Polish) ed alla Simmetria (Symmetry), secondo i gradi “Excellent”, “Very Good”, “Good”…fino al più basso “Poor”. Il massimo grado qualitativo attribuibile ad un diamante è rappresentato dal giudizio Triple Excellent (3EX), per cui ogni parametro è stato giudicato al vertice della categoria. Una particolare precisione nell’allineamento delle faccette di un diamante taglio brillante rotondo può dare luogo al fenomeno “Hearts&Arrows” (cuori e frecce).

Le definizioni di taglio stile Anversa, Amsterdam, Russo,… sono termini che non hanno significato gemmologico.

Quando un diamante è tagliato correttamente, seguendo le proporzioni geometriche ideali elaborate nel 1919 da Marcel Tolkowsky, la quantità di luce che entra dall’alto della pietra viene rifratta nei 7 colori dello spettro della luce visibile all’interno del diamante da una faccetta all’altra e poi riflessa attraverso la parte superiore della pietra in direzione dello sguardo dell’osservatore. Il comportamento della luce all’interno di un diamante (circa 125.000 Km/sec) è l’elemento principale che permette ad un esperto di valutare il taglio di un diamante!

Quando ci sono “perdite” durante il viaggio della luce all’interno del diamante, significa che la pietra non è stata ben tagliata ed il risultato sarà una pietra scura o una pietra trasparente.

Per i diamanti a forma fantasia (goccia, cuore, marquise, quadrata, smeraldo…) la qualità del taglio incide sul prezzo finale fino al 50% del valore complessivo del diamante.

E’ facile intuire quindi che, in caso di acquisto di un diamante ad uso investimento, la prima cautela è quella di porre la massima attenzione alla qualità del taglio che deve essere attestata da un certificato gemmologico possibilmente GIA.

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