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Diamanti: Trasparenza, Responsabilità e Sostenibilità di Marcello Manna

Trasparenza, responsabilità e sostenibilità: queste sono le parole che risuonano in ogni incontro delle associazioni principali degli operatori del mercato dei diamanti sia a livello produttivo sia commerciale: ripensare le proprie attività per far fronte alle nuove sfide imposte dal mercato; i margini ridotti ai minimi; la minaccia dei sintetici, le tendenze dei nuovi consumatori; la sfiducia delle banche verso il settore.

I propositi sono ottimi, ma come metterli in pratica?

La De Beers ha indicato le linee guida ai suoi clienti per dimostrare la trasparenza delle relazioni che intercorrono nel mercato del grezzo. I principi fondamentali sono l’evidenziazione di una chiara struttura societaria, una contabilità trasparente, il controllo sulle terze parti che ricorrono nel processo di trasformazione dei diamanti grezzi.

In ogni caso, sembra essenziale, oltre a questa domanda di apertura, che gli operatori riscoprano il senso della sostenibilità del business che non può andare avanti con margini così ridotti e assenza di capitali freschi, quindi, l’ideale sarebbe ritrovare un nuovo spirito di sfida – per chi è rimasto in questo settore – che comprenda nuovi sistemi e nuove risorse: una vera rivoluzione!

La stretta di mano e l’esclamazione “Mazal!” non saranno più sufficienti a garantire l’esistenza stessa del nostro settore. Le regole del gioco sono cambiate ed i consumatori sono completamente diversi da quelli che venivano accontentati con il minimo sforzo.

Se da un lato si richiede alle aziende più importanti che operano sul mercato del grezzo il rispetto dei principi contabili internazionali per guadagnarsi il rispetto delle banche e trasmetterlo, così, a tutta la catena coinvolta nel commercio dei diamanti, dall’altro si intuisce che senza nuovi strumenti di marketing, risorse finanziarie fresche ed operatori preparati e consapevoli delle nuove sfide del mercato sarà difficile vincere la partita…

Senza contare le continue accuse e le denunce contro i diamanti utilizzati per alimentare conflitti, sulle violazioni dei diritti umani nella produzione e la lavorazione del grezzo, sul finanziamento del terrorismo, riciclaggio di denaro.

Sotto questo punto di vista bisogna ammettere che esiste ancora una grande differenza di regolamentazione e rispetto della compliance tra i principali mercati rispetto a quello che succede nelle altre piazze. Se, per esempio, nella Borsa di Anversa vige una delle più severe leggi antiriciclaggio del mondo dove ogni operatore è obbligato a conoscere il proprio cliente dimostrando di mettere in atto un reale processo formale di acquisizione di informazioni (KYC – Know Your Customer), altrove le procedure sono meno severe.

Una delle conseguenze di questa assenza di auto-regolamentazione sia tra i vari mercati sia nella filiera produttivo-commerciale favorisce inconsapevolmente la domanda di diamanti sintetici. Infatti, con lo slogan “sostenibile e ecologico”, l’industria che produce questo tipo di prodotto cerca di colpire i Millenials sui temi a loro più cari. Ponendo le basi per un futuro mercato indipendente e distinto da quello “naturale”.

Anversa, 2 giugno 2016

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